Non occorre essere necessariamente dei musicisti per conoscere Roland, una storica casa costruttrice di strumenti musicali, un must per tutti i musicisti o aspiranti tali, recentemente ho avuto di recuperare una vecchia, e ahi me! molto mal tenuta Roland E-15, che però risulta nonostante tutto ancora funzionante, o meglio quasi totalmente funzionante dato che al momento, oltre a fili deliberatamente tagliati, senza apparente motivo, tre tasti non funzionano ed uno è addirittura fisicamente rotto

20171207_100410612_iOSLe condizioni estetiche delle plastiche e dei rivestimenti sono pessime, soprattutto nella parte inferiore sono presenti graffi profondi, segni e perfino un buco in corrispondenza dei sostegni antiscivolo per lo stand.

Collegata la parte elettrica risulta funzionante ed i comandi del pannello nella parte superiore funzionano, il che lascia ben sperare per la componentistica elettronica all’interno, si tratta infatti di una tastiera o meglio di un sintetizzatore non di fascia alta, vero, ma comunque di buon livello, come si direbbe in questi casi di “quelli che non se ne fanno più…”

Ho aperto lo strumento per avviarmi alla prima fase di pulizia, cosa di cui ha davvero bisogno, perché se fosse stato tenuto solo che in una cantina sarebbe messo meglio, contestualmente andrò ad occuparmi dei tasti non funzionanti, sperando di poter risolvere solo ripulendo i contatti da eventuali ossidazioni, che al momento non ho avuto modo di rilevare.

Credo ci sia un problema anche con l’emissione del suono, il volume  delle casse integrate risulta infatti molto molto basso, dovrò capire perché, ma su questo sono molto ottimista credo si tratti solo di un problema di cablaggio rovinato, dato che alcuni fili per il collegamento delle cuffie sono stati recisi e poi rimessi insieme, probabile ci sia qualche pasticcio da sistemare, sperando non si tratti di un problema al potenziometro, nel caso questo aggeggio abbia un potenziometro cosa che ancora non ho verificato.

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l’iPhone 8 viene presentato già all’ombra di iPhone X, e questo influisce certamente sulla “poca” penetrazione del mercato da parte di questo device,   ho cambiato il mio iPhone 6s per un 8 plus e sono molto soddisfatto, un device affidabilissimo,   rimasto favorevolmente sorpreso dall’autonomia, che mi aspettavo inferiore, comparto fotografico ottimo e prestazioni generali senza nulla da recriminare. La ricezione è eccellente, audio potentissimo in capsula ed eccellente in cuffia.
Corrette alcune debolezze dei precedenti iPhone e finalmente adottato il sistema di ricarica wireless. Parlando di iPhone 8/8 Plus, non si può certo dire che siano device accattivanti dal punto di vista estetico, forse sono un po’ noiosi in effetti. come lo è anche un po’ iOS 11, che pur introducendo qualche novità, come ad esempio il pannello di controllo e sistema delle notifiche, parlo dell’esperienza puramente visiva, resta sempre,  de facto,  uguale a se stesso. Noioso dicevo, si, ma anche efficace, cosa che nel mondo Android. mi riferisco all’efficacia, è ancora di la da venire, nonostante i produttori abbiano cercato con più o meno successo di implementare sistemi di interfaccia personalizzati.
La ”moda” attuale di device per quanto possibile, con quanta più superfice anteriore dedicata al display, è uno status di cose che Apple ha tenuto in considerazione ed infatti, sulla scorta dell’anniversario del primo iPhone, presenta X, dove oltre ad allinearsi sul rapporto display telaio, fa qualcosa di più clamoroso, ma meno notato o comunque discusso, adotto un display OLED, personalmente è questo che più mi ha stupito, considerando a memoria quello che a Cupertino hanno sempre pensato e detto su questo tipo di display.
Non dimentichiamoci però, se vogliamo essere comunque assolutamente legati ad un certo tipo di criterio, meramente prestazionale, che iPhone 8 plus è risultato lo smartphone più performante nella classifica AnTuTu a settembre 2017, quindi la macchina c’è, non è solo questione di appeal al marchio Apple.

Di seguito riporto il mio post di ogg, sulla pagina facebook di TIM, giusto per reaccontare ormai senza nemmeno rabbia, una gestione di una attivazione al servizio fibra di TIM che lascia spazio solo ad un sentimento, misto di inadeguata ironia, e grazie al destino posso dedicare un sentimento a cose come queste.

Buongiorno,
Il 31 di Marzo ricevo il kit Fibra, composta da modem/router, e due telefoni cordless, lo installo, contatto il numero verde, e mi viene comunicato, in automatico, che la procedura di attivazione viene presa in carico e trascorsi 4 giorni lavorativi il servizio sarà attivo. Di tanto in tanto provo, ma nulla, sempre la vecchia linea, guardo sulla pagina MyTIM la pratica è in lavorazione, chiamo giusto per sapere, siamo al terzo giorno lavorativo, 4/5 aprile, sempre servizio atuomatico la pratice risulta in corso secondo i normali tempi di attivazione. Nel frattempo arrivano decine tra sms email assolutamente inutili, le solite comunicazioni automatiche che non vogliono dire nulla, il 4 di aprile, se non ricordo male, per tutto il pomeriggio la linea telefonica risulta fuori uso, posso chiamare, ma chi mi chiama riceve il segnale di libero senza che però, in casa mia, nulla squilli. Va bene, in serata chiamo mi rifanno collegare il telefono di mia proprietà alla presa a muro e non alla seconda presa telefonica del modem/router, inutile difendermi dicendo che sino a quel punto tutto aveva funzionato regolarmente, sarà la procedura di attivazione, mi dico speranzoso, niente, ok andiamo avanti. Sino a ieri pomeriggio, quando la svolta sul surreale arriva forte e decisa, alle 14 e 30 arrivo a casa, e dell’attivazione del servizio fibra non c’è traccia, va bene adesso chiamo e parlo con qualcuno, mi viene detto che la chiamata al numero verde risulta, e mano male penso io! E che è stata messa in carico il 1 aprile che è un sabato, e che verrà effettuato un sollecito, alla faccia siamo ad un settimana e sollecitiamo !? Va bene… Tanto passaerà ancora sabato e domenica e della fibra continuerò a guardare la scatola dek kit. Ma adesso c’è il risvolto da libro giallo, nella mattina mi chiama un corriere che mi deve consegnare un pacco, non sono a casa, ma al lavoro, è gentile e me lo lascia nel bar di un amico, passerò a ritirarlo nel pomeriggio. Nel pomeriggio di ieri, dopo aver sollecitato l’attivazione del servizio di fibra, scendo al bar per un caffé e per il mio pacco, che immagino essere l’ennesima cineseria da collezione ordinata in un momento di shopping per carenza d’affetto, ma con sorpresa è un piccolo modem/router ADSL2+ WiFi, sono un po’ sconsolato, e penso questi stanno messi peggio di un ministero, perggio di dove lavoro io in fatto di burocrazia, un mondo allo sbando, gioco online, e poi dopo aver ordinato una pizza, chiamo il 187, e racconto questo episodio, chiarito che non è il decoder del TimVision, mi viene dato un indirizzo dove restituirlo, il che è sacrosanto, ci mancherebbe, ma devo farlo a mie spese ? Non mi preoccupo, posso sostenere anche questa spesa, ci mancherebbe, ma lo sconforto è grande, sconforto è un parolone sono altre le cose che mi sconfortano… Certo è che meno comunicazioni di prese in carico e più vere prese in carico, lascerebbero nell’utente medio, un minore percezione di prese per un altro senso. Mi aspetto a completamento di queste righe dal contnuto delirante una bella risposta automatica di contato e presa in carico, giusto eprche adesso, dopo il caffè mi ci vuole la mia “presa per” del sabato.
Saluti

E puntiale la loro risposta, giunta in un tempo nemmeno utile alla verifica dei fatti.

NON CI CREDO ALLE ORE 12:04 MI RENDO CONTO CHE LA RISPOSTA DA PARTE DI TIM E’ STATA RIMOSSA!

MA DAIIIIII

fighting warriorTorna nuovamente a farsi strada la voglia di realizzare il remake di questo vecchio gioco sviluppato dalla Mebournehouse negli anni 80 e di cui ho già parlato in un precedente post. Sto cercando amici ed appassionati che possano aiutarmi in questo progetto, a suo tempo, non essendo io uno sviluppatore, necessitando di utilizzare un motore già pronto mi ero messo alla ricerca di qualcosa che potesse adattarsi allo scopo, ma nulla risultava davvero utilizzabile a pieno, molti progetti e programmi ormai abbandonati da anni e senza più supporto, incompatibili con le nuove piattaforme. La mia attenzione è caduta su Construct 2, una piattaforma di sviluppo per videogiochi,  sviluppata dalla softwarehouse Scirra, principalmente orientata al 2D, che sembra interessante ed utile allo scopo. Se riuscirò a trovare aiuto in questo mio progetto sono disposto a sostenere i costi di licenza del software e gli eventuali costi di pubblicazione del gioco, per quante più piattaforme possibile. 

Mi sto muovendo, per quanto possibile, per contattare gli sviluppatori della versione originale, ed eventualmente capire se e come risolvere preventivamente le questioni relative al copyright ed ai diritti in merito.

Il logotipo che vedete pubblicato insieme a questo articolo è semplicemente un concetto, lo sto modificando ulteriormente.

i fantasmi esistonoI fantasmi non esistono, questo si sente dire spesso, e se pensiamo al concetto classico e banale di fantasma è un’affermazione assolutamente condivisibile, ma io credo che i fantasmi esistano, ovviamente non nel modo comune in cui banalmente li interpretiamo, come anime di persone defunte intrappolate in questo mondo a seguito di una morte ingiusta o di una vita conclusa in maniera troppo precoce, o priva di realizzazione, di anime che tormentano spaventando a morte i poveri viventi.
No, i fantasmi esistono, e in una notte chiara, in primavera, possiamo guardarli nel cielo, e tutti li vedranno, sono le luci di quelle stelle perdute nell’universo, a milioni di anni luce di distanza, la luce di quelle stelle che giunge a noi meravigliosa anche se, quella stelle non esistono più da una immensa quantità di tempo, la loro luce viaggia nel cosmo e arriva a noi che la percepiamo ancora, quella luce è una cosa vera, reale, ed è la cosa ver e reale che più si avvicina al concetto di spirito, di anima, per come io la immagino.
Quello che vediamo è la parte residua di un corpo celeste ormai spento magari da un milione di anni, la sua luce, il suo spettro ancora viaggia nell’universo, le distanza inconcepibili di cui è fatto lo spazio cosmico permettono alle leggi della fisica di applicarsi in una maniera difficile da comprendere, tuttavia questo è ciò che accade in modo tangibile.Continua a leggere

Al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare Vivaldi non è uno strumento informatico dedicato al mondo musicale, ma ben si un web browser, nato, se cosi si può dire dalle stesse mani, che fecero Opera browser, il vecchio e glorioso, deceduto Opera browser. Dopo la decisione da parte dei vertici della Opera ASA, di uccidere de facto, il browser, sino a quel giorno pensato per la community, creato sulla base delle esperienze di utilizzo di un folta comunità di appassionati utilizzatori, Jon Von Tetzchner, cofondatore del progetto Opera, ha deciso di lanciare un nuovo prodotto. 
Ecco quindi Vivaldi un browser disponibile per Windows, Mac e Linux, basato sull’engine Blink, fork del motore Webkit di Google, il browser eredita in parte il modo di essere di Opera Browser, e ci mancherebbe pure non fosse così, molto personalizzabile, interfaccia leggere, e grande usabilità. La gestione delle schede di navigazione è veloce e la peculiare barra degli strumenti, da posizionare secondo i propri gusti offre molte interessanti opzioni per la gestione dei download, dei preferiti e introduce una sezione dedicata alle note.

Il browser che una volta amavamo ha cambiato direzione“, scrive von Tetzchner riferendosi ad Opera. “Purtroppo, non è più al servizio della sua comunità di utenti e collaboratori — che all’inizio ne avevano agevolato la realizzazione. Siamo quindi giunti ad una conclusione naturale: dovevamo creare un nuovo browser. Un browser per noi stessi e per i nostri amici. Un browser che fosse veloce, ma allo stesso tempo ricco di funzionalità, altamente flessibile e che ponesse l’utente in primo piano. Un browser creato per voi“.

Questo è quanto dichiarato da Jon Von Tetzchner per quanto concerne il suo, nostro Vivaldi.

Anche Vivaldi fa uso, a discrezione, di eventuali estensioni, ed è compatibile con tutte quelle utilizzabili su google chrome.
A mio avviso merita senza dubbio di essere provato, ed utilizzato, anche se non dovesse diventare il nostro browser predefinito nel lungo periodo, abbiamo finalmente la possibilità di ristabilire la presenza di un prodotto davvero “differente” nel panorama un po’ appiattito ormai dei web browser per computer desktop.
Ecco il link al sito ufficiale, per altro in un italiano ottimamente tradotto.

Se utilizzate wordpress su hosting Aruba, potrebbe accadere che dal backend di amministrazione risultino non accessibili alcune voci di menu, su tutte aggiornamenti, plugin e aspetto, cercando di accedere a queste pagine verrà restituito l’errose Internal Server Error (500), è possibile risolvere aggiornando la versine del core Php utilizzato dal pannello di amministrazione di Aruba, accedendo all’Url admin.vostrodominio.xxx, alla voce Hosting Linux / Gestione Hosting Linux / Strumenti e impostazioni, scglete l’opzione nel tab Scelta della verionse PHP, ed impostate la più aggiornata disponibile.

Aruba WP ISE 500 php

Da sempre appassionato di informatica, e da sempre legato a quelle che sono state le origini di questa era tecnologica, mi sono ultimamente dedicato, non con eclatanti risultati in termini di preparazione sul tema, al recupero ed al riutilizzo di vecchi sistemi informatici, nello specifico di vecchi personal computer, e devo dire che in poco tempo e con un investimento in denaro praticamente inesistene, ho avuto modo di recuperare da una triste sorte di abbandono/discarica, alcuni pezzi di storia del computer, a mio avviso di discreto livello, anche perché, senza nemmeo farlo di proposito ho “ritrovato” tre macchine che hanno rappresentato le diverse visioni dello svuluppo dell’home computer, o meglio, del possibile sviluppo del computer per gli anni a venire, nello specifico ho per la mani i seguenti  pezzi:

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Nella sezione gallery del sito sono disponibili le foto/immagini pubblicate sul social photo instagram.
Grazie ad un interessante plgin, uno dei molti che arricchiscono le potenzialità di WordPress, è possibile rendere disponibile il proprio flusso fotografico, pubblicato su instagram direttamente nelle pagine del proprio blog/sito. Il plugin per chi fosse interessato si chiama “Instagram Feed” , è sufficente ricercarne il nome nel box di ricerca nella sezione “plugin” della dashboard di wordpress.