Nuovo personaggio disponibile su Overwatch, il famoso e bellissimo FPS di Blizzard, si tratta d iun personaggio classe tank, con abilita interessanti, capacità di roteare e piazzare mine

Dopo Winston, una scimmia, ecco abbiamo anche il criceto… Alla grande

Un piccolo personale tributo ad un gioco che, a mio avviso, è tra i più belli di sempre, Bubble Bobble, il personaggio Bub restaurato e coloratop partendo da un adesivo.

 

 

 

Dopo parecchie indiscrezioni e rumors ecco un nuovo personaggio rilasciato da Blizzard per Overwatch, si tratta di un personaggio di classe “support”, la storia la vuole figlia  del veterano Torbjörn, la ragazza avventuriera gira il mondo aiutando i deboli e gli oppressi accanto al suo padrino e maestro Reinhardt.

“”Mentre Reinhardt la addestrava a combattere, Brigitte costruiva la sua armatura in gran segreto, spinta dal suo desiderio di aiutare chi è in pericolo. Ora combatte accanto a lui sul fronte, dove può davvero fare la differenza”.

Da poco partorita da Netflix una nuova serie dedicata ad un famoso ed apprezzato fumetto della Marvel,  The Punisher, il fumetto originale creato da Gerry Conway, per quanto concerne i testi e da Ross Andru e John Romita per quello che riguarda i disegni fa la sua prima comparsa su The Amazing Spider Man n° 129 del 1974. Comprendiamo bene quanto il concept originale, la storia originale del fumetto si presentino datati con ben 43 anni di storia a corredo, per un personaggio Marvel che è lontano dall’essere l’eroe buono ed eticamente corretto, come ci hanno abituato personaggio come Capitan America o il sopracitato Spider Man, Frank Castle, è questo il nome del protagonista non è un vero “eore” e tanto meno è “super”, si tratta infatti di un soldato pluridecorato che vedendo uccisa la propria famiglia per intero dalla mafia, si trasforma in un giustiziere senza scrupoli pronto ad uccidere, a punire, chiunque a suo giudizio lo meriti. Non è “super” dicevamo, perchè non vola, non ha una forza incredibile, non ha nessuna qualità sovraumana, se non una profonda motivazione ed una affinata conoscenza delle tecniche di guerra apprese nei reparti speciali.

Continua a leggere

Non occorre essere necessariamente dei musicisti per conoscere Roland, una storica casa costruttrice di strumenti musicali, un must per tutti i musicisti o aspiranti tali, recentemente ho avuto di recuperare una vecchia, e ahi me! molto mal tenuta Roland E-15, che però risulta nonostante tutto ancora funzionante, o meglio quasi totalmente funzionante dato che al momento, oltre a fili deliberatamente tagliati, senza apparente motivo, tre tasti non funzionano ed uno è addirittura fisicamente rotto

20171207_100410612_iOSLe condizioni estetiche delle plastiche e dei rivestimenti sono pessime, soprattutto nella parte inferiore sono presenti graffi profondi, segni e perfino un buco in corrispondenza dei sostegni antiscivolo per lo stand.

Collegata la parte elettrica risulta funzionante ed i comandi del pannello nella parte superiore funzionano, il che lascia ben sperare per la componentistica elettronica all’interno, si tratta infatti di una tastiera o meglio di un sintetizzatore non di fascia alta, vero, ma comunque di buon livello, come si direbbe in questi casi di “quelli che non se ne fanno più…”

Ho aperto lo strumento per avviarmi alla prima fase di pulizia, cosa di cui ha davvero bisogno, perché se fosse stato tenuto solo che in una cantina sarebbe messo meglio, contestualmente andrò ad occuparmi dei tasti non funzionanti, sperando di poter risolvere solo ripulendo i contatti da eventuali ossidazioni, che al momento non ho avuto modo di rilevare.

Credo ci sia un problema anche con l’emissione del suono, il volume  delle casse integrate risulta infatti molto molto basso, dovrò capire perché, ma su questo sono molto ottimista credo si tratti solo di un problema di cablaggio rovinato, dato che alcuni fili per il collegamento delle cuffie sono stati recisi e poi rimessi insieme, probabile ci sia qualche pasticcio da sistemare, sperando non si tratti di un problema al potenziometro, nel caso questo aggeggio abbia un potenziometro cosa che ancora non ho verificato.

20171207_110308161_iOS20171207_110313523_iOS20171207_111326250_iOS

Anim8or è un potente e leggero applicativo per la modellazione 3D, per il quale ho sempre nutrito una profonda affezione, semplicissimo da utilizzare e potente mezzo di creazione di oggetti in 3D, nel maggio del 2017 raggiunge la versione 1.0, aggiungendo alcune caratteristiche interessanti, si rinnova l’interfaccia utente che diventa più scura con un colore grigio/nero di sfondo, molto più gradevole da utilizzare, arriva la cinematica inversa, che ci aiuta nelle animazioni.

Viene anche aggiunto lo strumento “Topographical Knife” si tratta di un funzione per la modellazione 3D che ci permetterà di editare in maniera veloce e potente oggetti, “mesh” complessi, con la possibilità, grazie a questo versatile strumento, di muovere, editare vertici punti e facce in maniera più intuitiva.
Viene anche aggiunto un sistema di selezione degli oggetti di scena più veloce, e la possibilità, mantenedo premuto il tasto Alt, di abilitare temporaneamente l’interfaccia di rotazione.
Infine troviamo anche il supporto STL per la stampa 3D.

Genetista, scienziata senza troppe regolae morali nell’eserciio dei propri esperimenti e delle proprie rcerche, questo è il nuovo personaggio annunciato da Blizzard per Overwatch, di seguito il trailer rilasciato ufficialmente pochi giorni fa:

l’iPhone 8 viene presentato già all’ombra di iPhone X, e questo influisce certamente sulla “poca” penetrazione del mercato da parte di questo device,   ho cambiato il mio iPhone 6s per un 8 plus e sono molto soddisfatto, un device affidabilissimo,   rimasto favorevolmente sorpreso dall’autonomia, che mi aspettavo inferiore, comparto fotografico ottimo e prestazioni generali senza nulla da recriminare. La ricezione è eccellente, audio potentissimo in capsula ed eccellente in cuffia.
Corrette alcune debolezze dei precedenti iPhone e finalmente adottato il sistema di ricarica wireless. Parlando di iPhone 8/8 Plus, non si può certo dire che siano device accattivanti dal punto di vista estetico, forse sono un po’ noiosi in effetti. come lo è anche un po’ iOS 11, che pur introducendo qualche novità, come ad esempio il pannello di controllo e sistema delle notifiche, parlo dell’esperienza puramente visiva, resta sempre,  de facto,  uguale a se stesso. Noioso dicevo, si, ma anche efficace, cosa che nel mondo Android. mi riferisco all’efficacia, è ancora di la da venire, nonostante i produttori abbiano cercato con più o meno successo di implementare sistemi di interfaccia personalizzati.
La ”moda” attuale di device per quanto possibile, con quanta più superfice anteriore dedicata al display, è uno status di cose che Apple ha tenuto in considerazione ed infatti, sulla scorta dell’anniversario del primo iPhone, presenta X, dove oltre ad allinearsi sul rapporto display telaio, fa qualcosa di più clamoroso, ma meno notato o comunque discusso, adotto un display OLED, personalmente è questo che più mi ha stupito, considerando a memoria quello che a Cupertino hanno sempre pensato e detto su questo tipo di display.
Non dimentichiamoci però, se vogliamo essere comunque assolutamente legati ad un certo tipo di criterio, meramente prestazionale, che iPhone 8 plus è risultato lo smartphone più performante nella classifica AnTuTu a settembre 2017, quindi la macchina c’è, non è solo questione di appeal al marchio Apple.

Serie animata comico, demenziale fantascientifica, Ryck e Morty  si colloca nell’olimpo delle opere di animazione per la TV, per quello che concerne la scheda tecnica su autori varie ed eventuali, vi rimando alle informazioni riportate su wikipedia.
Ryck inventore geniale di straordinari apparecchi, con problemi di alcolismo e di relazione sociale, coinvolge Morty, il nipote timido ed impacciato, nelle sue avventure nello spazio, su nuovi pianeti, dentro dimensioni e realtà alternative.

Molte le citazioni durante le puntate delle tre stagioni disponibili sulla piattaforma Netflix, gli stessi Ryck e Morty sono una citazione, si ispirano infatti, senza troppa equalizzazione a Doc e Marty della famosissima trilogia di Ritorno al Futuro. Sono immancabili gli spunti di riflessione, come sempre, sulle miserie umane e le fragilità dell’essere, ma altrettanto presenti gli spunti di divertimento che non potranno che strapparvi una risata dal sapore assolutamente intelligente.

Consiglio la visione di questa serie come consiglierei un medico a chi non si sente bene, spassionatamente vi dico è un capolavoro. Senza aggiungere altro.

Dopo parecchia attesa per una nuova saga dedicata al mondo  di Star Trek, arriva finalmente Discovery, ,  più che i film, gli ultimi davvero deludenti a mio avviso, fatta eccezione per Star Trek Beyond che, unico,   raggiunge la sufficienza, l’universo “Trekkiano” si riconosce soprattutto nelle serie, e più lunghe sono meglio è. Per quello che riguarda la scheda e le informazioni di carattere culturale tecnico su Discovery, vi rimando all’esaustiva scheda su Wikipedia 

La serie è una esclusiva Netflix ed è visibile su questa piattaforma dal 25 settembre, al momento sono disponibili per la visione i primi tre episodi, non vi anticiperò nulla, per non rovinare l’eventuale visione, unica cosa da dire è il periodo storico nel quale gli eventi della serie si svolgono, ovvero 10 anni prima della serie originale di Star Trek, non a bordo della famosissima Enterprise ma della nave scientifica Discovery, e non aggiungo altro.

Realizzazione tecnica impeccabile, non c’era da aspettarsi di meno, al momento dopo solo tre episodi è difficile, se non impossibile considerando come si sviluppano le serie Trek, dare un giudizio esprimere un’opinione definitiva, ma si può certamente iniziare ad annusare quello che piano piano ci verrà servito al tavolo, non c’è male, le tipicità dei personaggi sembrano promettere bene, ed iniziano a delinearsi certi aspetti caratteriali che porteranno nel tempo alla creazione dell’equipaggio e dei relativi equilibri personali, più che della nave in se. Staremo a vedere che rotta seguirà la Discovery.

Una menzione va al tema introduttivo, coraggioso, che magari subito potrebbe spiazzare i fan, come me, ma che già dopo qualche minuto si fa apprezzare per realizzazione e ispirazione al vecchio mondo creato da Roddenberry.